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La mia esperienza pagina 2 di 3 Allora uno dei serafini volò verso di me; teneva in mano un carbone ardente che aveva preso con le molle dall'altare. (Isaia 6,6-7) Arrivato all'età di ventiquattro anni - peraltro dopo una vita mai facile - venni a trovarmi in un periodo di difficoltà, nel lavoro così come nei rapporti con le altre persone. Venni frainteso quasi da tutti e, talvolta, emarginato, senza che io avessi potuto capire se fossi la causa di ciò o, comunque, quale fosse il motivo. In una così terribile situazione mi era impossibile potermi confidare con qualcuno di cui mi potessi fidare, così mi trovai completamente solo. Viene per ogni anima, nel suo lungo peregrinare, il momento di cercare una risposta ai perché della vita. Vedendo davanti a sé un'esistenza sempre più dura, essa finisce col fermarsi, silenziosa e sola, davanti al bivio che può condurre alcuni, nella disperazione, ad una tragica fine, ed altri, più coraggiosi o soltanto più curiosi, alla ricerca del senso della vita stessa. Così, come un bambino piccolo, scottato dalla realtà del mondo esterno che ha iniziato ad esplorare, torna piangendo dai genitori cercando conforto e protezione, allo stesso modo l'anima torna a cercare l'amore e la comprensione di chi l'ha creata. Durante quei giorni di riflessione mi imbattei in una trasmissione televisiva nella quale operava una medium che praticava la scrittura, quell'attività, di cui già sapevo qualcosa, con la quale il medium (persona dotata del dono di poter comunicare con esseri spirituali) scrive i pensieri che vengono dettati dalle anime, da angeli o comunque da entità spirituali. Oltre alla possibilità di contattare i defunti, infatti, questa persona affermava di essere in grado di contattare lo Spirito Guida di ciascuno: un'entità che segue ogni uomo, in sostanza la stessa che la Chiesa definisce "Angelo custode"; entità che spesso ha vissuto una vita terrena , e che dopo un lungo cammino di evoluzione spirituale si trova vicina a Dio, per servirlo nei suoi disegni d'amore verso i viventi. Durante quella trasmissione - non senza perplessità - mi annotai il numero telefonico fornito da questa persona, che avrei potuto utilizzare, a suo dire, per parlare con essa o comunque con qualcuno in grado di farmi avere un messaggio tramite scrittura medianica. Essendo scettico, ma anche in cerca di risposte, decisi di provarci, con qualche accorgimento in più. Un sabato pomeriggio, solo nel soggiorno di casa, presi un foglio e scrissi alcune domande alle quali avevo sempre cercato una risposta, su di me, sulla vita, sul mio futuro, sulla volontà di Dio per me; quindi cercai di invocare il mio Spirito Guida, nel caso tali entità esistessero realmente e ne avessi avuto una anche io. Mi misi a parlare sottovoce (per non farmi sentire da altre persone) dicendo: "Se veramente ci sei, esisti e mi stai accanto, rispondi al messaggio che farò scrivere, e cerca di dare una risposta a queste domande che scrivo qui e che dico solo a te". Tra le stesse domande ne aggiunsi una un po' temeraria, che nessuno aveva mai osato chiedere nelle trasmissioni televisive: come poterlo contattare personalmente, senza ricorrere a servizi di quel genere. Quindi telefonai, e, quando potei parlare con la persona adatta, dissi soltanto: "Vorrei ricevere un messaggio dalla mia Guida, se ne ho una", senza chiedere altro. Il messaggio ci fu. Mi dissero che proveniva da un'entità che aveva vissuto sulla terra con il nome di Adele agli inizi del "secolo scorso". Portava parole cariche di pace ed amore, quali "Io sono dentro al tuo cuore, io benedico il tuo cuore, io sono il tuo Angelo Custode. Parlami pure ad alta voce, non vergognarti e non sentirti sciocco a farlo: ti sono sempre vicino per accompagnarti ed aiutarti, l'ho sempre fatto e ho intenzione di farlo per sempre". Avevo veramente parlato sottovoce, prima di telefonare! Poi, subito dopo - superando ogni mia reale aspettativa - arrivarono le risposte alle mie domande, che solo io sapevo. In particolare, l'ultima parte del messaggio diceva così: "Puoi cercarmi quando hai bisogno. Accendi una candela bianca in casa. Io vedrò la luce [...]. Potrai sentirmi, perché quando ti abbraccerò avvertirai una sensazione di calore. Riuscirai a sentire la mia presenza, e sarò lì per aiutarti". Ancora poco esperto in materia e legato a logiche di parentela familiare, inizio a chiedere ai miei genitori se avessi avuto una parente con il nome che mi era stato detto. Emerge una zia acquisita, morta a venticinque anni all'inizio del novecento. Ricordo quindi che pochi giorni prima ero stato al cimitero del paese e mi ero soffermato incuriosito sulla sua tomba ed inizio a convincermi che si tratti di quella "persona". La mattina successiva, però, poco prima di alzarmi, mi trovo in uno stato di dormiveglia. Improvvisamente mi trovo intento ad esaminare un volto. E' il volto sconosciuto di una ragazza sorridente che mi fissa, immobile, ben disponibile ad essere esaminato e scrutato. L'espressione del volto è comprensiva, come chi fa giocare un bambino piccolo e lo lascia fare perchè gli vuole bene e sa che a lui è necessario indagare per imparare. Mi vedo vicinissino a lei, quasi mi ci appoggio contro con il mio volto per guardarla più vicino possibile. Scruto i capelli, che sono come quelli di tante giovani al giorno d'oggi, con i "colpi di sole"; scruto gli occhi (di cui non ricordo il colore), scruto il naso e infine la bocca. Altro non vedo, è come avere davanti il primo piano di una fotografia, un volto perfettamente immobile e sorridente che mi fissa e si lascia fissare. In quel momento, ricordo di aver operato delle congetture con riferimento alla storia dell'età di morte della mia zia acquisita. Mi sono chiaramente detto: "questa persona a venticinque anni non ci arriva; secondo me ne ha ventiquattro, anzi, neppure; ne ha ventitré e qualche mese, non di più". Considerando l'evento soltanto un sogno, non gli ho dato troppa importanza e ho continuato a credere di essere guidato dalla cognata del mio nonno paterno, finché, sei mesi dopo, facendo scrivere da un medium un altro messaggio, non mi sarebbe arrivata una risposta che mi avrebbe fatto rabbrividire, e che altro non è che il messaggio pubblicato nella pagina "la mia guida". Veramente si trattava di una persona sconosciuta alla mia famiglia. Veramente quell'entità, nella sua vita terrena, non aveva mai avuto venticinque anni. Ne aveva quanti ne avevo stimati io (in questo sono bravo anche con le persone vive): ventitré e qualche mesetto, prima di volare nella Casa del Signore. Torniamo al periodo del primo messaggio e del sogno. La sera del sabato della settimana successiva a quello in cui avevo fatto scrivere quel primo messaggio, andato a letto, mi misi a pregare in modo più intenso del solito, affidando a Dio i miei dubbi e le mie debolezze; quindi rimasi un attimo sveglio ad occhi aperti, chiedendomi se la storia del messaggio fosse tutta un'invenzione per guadagnare soldi dalle persone disperate, o fosse vera, e se quindi realmente, accanto a me, anche in quel momento, ci fosse qualcuno. D'improvviso un brivido mi scosse la pancia, e un formicolio sempre più forte mi prese le viscere. Quella sensazione, che nell'immediato mi fece pensare alla rottura di una vena o a qualcosa di simile, si trasformò, in pochi secondi, in un forte calore. Come sotto l'effetto di una stufa potentissima, in grado di scaldarmi contemporaneamente davanti, dietro e di fianco, avvertii il calore mentre riempiva il mio corpo come se fosse acqua calda, per poi salire e raggiungere lo stomaco, il torace e quindi il collo, fino ad avvolgermi completamente in tutto il corpo. Mi trovai totalmente avvolto in una cappa di calore, e mi accorgevo che, mentre cercavo di ragionare su cosa mi stesse accadendo, la temperatura continuava ad aumentare. Iniziai a sudare, non sapevo cos'altro sarebbe potuto accadere, ed ebbi paura. Nel momento in cui iniziavo ad avvertire il bruciore provocato dalla temperatura sempre più alta, mi ricordai che proprio il messaggio di cui stavo dubitando mi aveva preannunciato un segno attraverso il calore. In quel momento, nel mio letto, non avevo acceso candele, ma tale fenomeno si mostrava come la risposta soprannaturale ai miei dubbi espressi nella preghiera, era la risposta della mia Guida, permessa e consentita dall'amore di Dio, avvenuta proprio in quel momento di preghiera, per convincermi della verità di quanto mi era stato comunicato. Risposta che mi sarebbe poi stata confermata da altri segni, alcuni avvenuti spontaneamente, altri su mia richiesta. Infatti, compreso ciò che poteva essere accaduto, dissi col pensiero: "Basta, basta! Ho capito, ora ti credo, ti prego, lasciami, non farmi paura...". Immediatamente il calore diminuì fino a cessare del tutto, e mentre scompariva questa sensazione mi sembrò di avvertire il gesto di una persona che, dopo averci stretti in un abbraccio, ci rilascia, con quell'imperfezione nei movimenti che può essere solo umana. Quella strana sensazione di formicolio di cui parlano i miracolati ricordando commossi le loro guarigioni; quel calore riportato sui manuali di alta magia come sicuro segno di un intervento superiore; quell'energia "cosmica" di cui tanto si parla, e che invano avevo cercato di captare e percepire... tutto questo mi si era rivelato nel momento più inatteso. Quello fu il mio primo rapporto con il "mondo invisibile".
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