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Reikimilano - il sito del Reiki ad orientamento spirituale: la autoiniziazione

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La autoiniziazione al Reiki.

 

Sebbene questo articolo sia principalmente focalizzato sulla pratica Reiki, i concetti esposti sono estensivamente applicabili alla tematica energetica in generale, e possono risultare di indubbio interesse per ogni lettore vagamente interessato al tema.

Nei corsi Reiki, si insegna spesso che questa tecnica provoca l'apertura dei canali energetici della persona e la connessione di quest'ultima con l'esterno e con la "rete" cosmica; aggiungendo che trattasi di un risultato che, diversamente, sarebbe ottenibile soltanto attraverso anni di apprendimento di tecniche di meditazione e similari atte a far acquisire una completa padronanza delle energie e a lavorare sui chakra (yoga, meditazioni di tipo energetico, Qi Gong, ecc.).

Tale affermazione, se ben analizzata, riconosce la possibilità, per ogni individuo, di diventare canale energetico anche senza seguire la strada del Reiki (e quindi anche senza ricevere le rituali iniziazioni / attivazioni da parte di un'altra persona).  E lo studio delle varie discipline energetiche e spirituali ce lo conferma: sono tante, infatti, le discipline che comprendono tra i loro contenuti la percezione e la padronanza delle energie ed il lavoro sui chakra. In alcune di esse, specificamente orientate alla guarigione (ad esempio: tecniche essene di guarigione), non vi è una formale iniziazione e l'aspirante operatore è invitato (sul presupposto che ogni persona è in qualche modo connessa energeticamente con il Cosmo) a richiamare in sé le energie necessarie attraverso l'affinamento della consapevolezza.

Qualcuno ha altresì ricordato che è proprio la storia di Mikao Usui a testimoniarci che il Reiki, pur trasmesso attraverso attivazioni da maestro ad allievo, è stato donato al suo scopritore senza l'intervento di una persona umana, in un'esperienza assolutamente individuale (il ritiro di 21 giorni in meditazione).

Esperimenti svolti all'estero da persone addette ai lavori ci confermerebbero che è possibile, per ogni persona, ottenere gli stessi benefici di qualsiasi attivazione Reiki non solo acquisendo la padronanza delle energie attraverso le discipline tradizionali (yoga, meditazione, ecc.) ma anche soltanto attraverso un semplice e breve procedimento psicospirituale da svolgersi in solitudine: l'autoiniziazione.

Analoga procedura può, analogamente, utilizzarsi per sintonizzarsi con qualunque fonte di energia, anche non Reiki (ad es. la Luce Bianca, il Tachyon, la Fiamma Violetta).

E' necessario, a questo punto, introdurre una nozione spesso utilizzata in ambito spirituale: il Sé superiore.

Il discorso è complesso e risente di schematizzazioni differenti che hanno portato con sé suddivisioni e definizioni non omogenee.

Il Se’ Superiore (o Se’ Supremo) rappresenta la parte più evoluta ed elevata della nostra Anima, in contatto con i mondi di Luce e con il Creatore. Il Se’ Superiore conosce il motivo della nostra venuta sulla terra, e quindi cosa siamo chiamati a fare, su cosa in particolare dovrà concentrarsi il nostro apprendimento e la nostra evoluzione, le difficoltà che si presenteranno nel corso della vita nonché la durata e il momento del termine della stessa.
Talvolta il Se’ Superiore (da alcuni denominato semplicemente Se’) può intervenire nei momenti della vita quotidiana, fornendoci ispirazioni ed intuizioni anche improvvise nei momenti in cui è necessario intraprendere con rapidità una decisione (ad esempio: reagire ad un’offesa oppure tollerarla). Ma il Se’ Superiore – da quanto abbiamo appreso anche da canalizzazioni in argomento – opera in larga misura durante il sonno notturno, intervenendo a bilanciare i nostri centri energetici (chakra) e ad infondere nel nostro corpo fisico e nei nostri corpi sottili energie fresche, in grado di ricaricarci e di darci nuovo coraggio per affrontare le situazioni della vita. Durante questo processo, noi (immedesimati nella nostra coscienza ordinaria) riusciamo a connetterci con questa parte evoluta, ricavandone intuizioni e talvolta risposte, molto spesso contenute in sogni che, per quanto non ricordati, influenzano comunque la nostra consapevolezza al risveglio. In determinati casi lo stesso provvede a svegliarci se può esserci utile ricordare il contenuto di un sogno particolare o in altri casi di necessità.

Non interviene in modo continuativo e necessita di un nostro invito in quanto questa è la convenzione che vige per la vita terrena e che ogni anima ha accettato prima del momento della sua nascita.
E’ competente per l’apprendimento, lo sviluppo della personalità e il piano di vita individuale.

La coscienza ordinaria (o Se’ Intermedio) è la parte che più di ogni altra rappresenta il nostro io cosciente. Attraverso di essa ci muoviamo nel mondo quotidianamente, interpretando la realtà che percepiamo, catalogando, valutando e prendendo determinate decisioni. Possiamo rappresentarla come una persona adulta, eventualmente con la nostra immagine così come la vediamo in uno specchio.


Il Bambino interiore (o Se’ Inferiore) è un'altra parte di noi che non cambia nel tempo, restando sempre immutata dal tempo della più tenera infanzia.
Al Bambino interiore sono collegati sentimenti, forza vitale, percezione sottile, corporeità, gioia di vivere, capacità di relazione e potenziale di azione sottile. E’ comunque orientato verso il corpo e i sensi.
La sua influenza è ben visibile nei bambini fino ai cinque anni di età (nei quali la coscienza ordinaria non ha ancora raggiunto un certo livello di crescita ed autonomia tale da prendere il controllo delle esternazioni della persona).
Vogliamo e spesso pretendiamo di essere al centro dell’attenzione, provando risentimento e rabbia in caso di insuccesso, nonché gelosia nei confronti delle persone che vorremmo tutte per noi ed invidia nei confronti delle persone che riteniamo più amate e fortunate; rivendichiamo il nostro posto nel mondo ed il rispetto nei nostri confronti da parte di ognuno, provando, ogniqualvolta riteniamo che ciò non avvenga, rabbia e desiderio di vendetta. In queste ed altre occasioni, nelle quali un bambino piangerebbe o si metterebbe comunque a strillare e – in alcuni casi – ad usare violenza su cose o persone, la persona matura risente allo stesso modo dell’influenza di tali sentimenti, e cerca di mascherarli attraverso l’autocontrollo o altri meccanismi di difesa ben conosciuti dalla psicologia (ad es.: razionalizzazione), lasciandoli comunque trasparire dalla propria condotta e, soprattutto, subendone gli effetti dannosi a livello psicofisico.
Queste tre componenti della persona umana dovrebbero trovare una dimensione di armonia nella loro reciproca relazione.
Un’immagine forte che potrebbe rappresentare questa congiunzione è la danza di un adulto, un bambino e un anziano con la barba bianca che si tengono per mano. L’adulto rappresenta la nostra coscienza, il bambino rappresenta il Bambino Interiore mentre l’anziano rappresenta il Se’ Superiore, che da tanto tempo assiste imperturbato agli eventi delle nostre vite terrene, dei momenti di passaggio nelle dimensioni di luce e che decide di tornare sulla terra per realizzare specifiche missioni e determinati obiettivi.

E' in uso una tripartizione in base alla quale la persona sarebbe formata da tre istanze differenti: la Presenza Divina, la Coscienza Cristica e la Personalità. In altra schematizzazione in uso anche nel Reiki, viene mantenuta la tripartizione ma le componenti dell'uomo vengono identificate secondo altro punto di vista: il Se' superiore, il Sé intermedio, il Bambino interiore.

Qualunque sia il modello adottato, ogni fonte spirituale concorda sul fatto che in ogni persona vi è una componente che ne rappresenta la parte più pura e profonda dell'anima, parte eterna, non corruttibile e direttamente connessa con il divino. Può essere identificata nella cosiddetta "scintilla divina" presente in ogni essere vivente. In alcuni ambiti si parla di "Maestro interiore", in altri ancora di "Guaritore interiore". Questo è ciò che noi chiameremo il "Sé superiore" (v. colonna  a destra).

Ciò che - attraverso canalizzazioni ed esperimenti - ci sarebbe stato suggerito per acquisire la capacità di canalizzare una certa energia è, unicamente, questo: chiedere al proprio Sé superiore.

Quindi, per ricevere l'abilitazione a canalizzare una determinata energia, non è necessario cercare l'intervento di una persona "più evoluta", "più avanti" o comunque abilitata a fornire una facoltà che ci è sempre stata estranea.

Ogni cosa, realtà, legge, concetto è da sempre al proprio posto; come una formula matematica o fisica non viene creata ma soltanto trovata dal suo scopritore (ed analogo discorso vale per un'opera d'arte: un quadro una melodia musicale, ecc), anche le energie e la possibilità di canalizzarle sono a disposizione di chiunque le venga a conoscere e intenda relazionarsi ad esse. E, per realizzare questa relazione, è sufficiente richiederlo (ovviamente nella serietà delle intenzioni) al nostro Sé Superiore o alla nostra Presenza Divina, in qualunque modo li si voglia chiamare.

Diversi ricercatori (dotati o non di facoltà medianiche), allo scopo di fornire chiarimenti e di semplificare la procedura, hanno messo a punto diverse semplici tecniche per consentire ad una persona di sintonizzarsi con qualsiasi forma di energia oppure di autoiniziarsi ai vari tipi di Reiki. Tali metodi divergono per alcuni particolari (ad esempio, nel Reiki, l'uso di qualche simbolo che sarebbe stato appositamente fornito in canalizzazione), ma ognuno di essi contiene, quale elemento imprescindibile, l'invocazione e la richiesta al proprio Sé superiore.

Basterà spendere poche parole per scoraggiare chi ritenga di poter acquisire un "titolo" che possa consentirgli di arricchirsi o di fare concorrenza ad insegnanti formatisi nel modo tradizionale.

1) In tale modalità di iniziazione, ovviamente, non viene rilasciato alcun certificato (gli operatori o insegnanti che si ritengano in grado di esercitare il Reiki dopo essersi autoiniziati usano posporre all'indicazione "Master ....." la locuzione "self-attunement"). Pertanto, soprattutto in un paese come il nostro in cui il Reiki è di per sé visto con diffidenza, sarà sicuramente impresa ardua ottenere lavoro come operatore Reiki presso un centro che richieda un titolo di abilitazione.

2) L'attivazione non porta di per sé la conoscenza della disciplina che si intende praticare. Sarà quantomeno necessario documentarsi autonomamente attraverso lo studio di testi, ma potrebbe anche essere necessario un periodo di tirocinio o pratica sul campo (ad esempio nel Reiki), al fine di affinare la propria sensibilità. Allo stesso modo, qualora sia richiesto l'uso di simboli (ad esempio nel Karuna Reiki), chi intenda autoiniziarsi dovrà sapere di poter contare sull'aiuto di qualche persona che possa fornirglieli o di poterli reperire attraverso una ricerca personale su testi o sul web (nella speranza che la ricerca sia attendibile).

3) Un dialogo con il proprio Sé superiore non è proprio così facile come si creda, e comunque per il buon funzionamento dell'attivazione sono necessarie purezza d'animo e serietà di intenti. La finalità di ricevere le attivazioni per lavorare ed arricchirsi potrebbe comprometterne la riuscita, in quanto il nostro Se' superiore sa molto bene quale deve essere il nostro cammino e quali dovranno essere le difficoltà e gli ostacoli che dovranno necessariamente presentarsi per la nostra crescita spirituale.

L'autoiniziazione è consigliata, pertanto, a quelle persone che - a maggior ragione se in stato di difficoltà economiche - intendano sperimentare la possibilità di canalizzare un'energia nuova senza affrontare spese eccessive, per curare anzitutto se stesse o per aiutare il prossimo senza tornaconto (riservandosi eventualmente in un momento successivo, dopo avere acquisito una maggiore padronanza con la tecnica, la possibilità di richiedere un compenso o di insegnare, ovviamente assumendosene la responsabilità e fornendo le adeguate informazioni). E' assolutamente sconsigliata a chi intenda mettersi ad insegnare il giorno successivo o, comunque, ad eseguire trattamenti per finalità economiche: non vi è alcun certificato e non si ha neppure la garanzia che l'attivazione (specie se non ripetuta per diverse volte) abbia realmente funzionato.

I motivi per cui queste notizie non sono state rivelate prima sono diversi: il principale è dovuto al fatto che le persone non sarebbero state pronte, non avrebbero creduto che la procedura avrebbe realmente funzionato. E - mancando la giusta serietà di intenti - la procedura non avrebbe potuto funzionare.

Per giungere a tale livello di comprensione è spesso necessario l'aiuto di un maestro che abbia accompagnato l'allievo nell'apprendimento tradizionale di qualche livello Reiki. L'intervento del maestro può essere considerato come una piccola "spinta" all'anima desiderosa di crescere. Alcune persone accettano da subito che un'autoiniziazione possa funzionare, altre non ammettono tale ipotesi neppure dopo decenni di corsi reiki, yoga e altro: ognuno è giusto che percorra la strada che ritiene più appropriata.

Avendo conosciuto diverse persone addette ai lavori ed essendo stato membro di gruppi costituiti all'estero in cui questo tema è stato affrontato, ho in preparazione una piccola dispensa in cui intenderò illustrare le tecniche più idonee per realizzare l'autoiniziazione.

 

Le istruzioni saranno gratuite e verranno condivise (assieme ad altro materiale relativo a diverse tecniche di Reiki con manuali e video) sul guppo virtuale di questo sito,  che verrà creato a giorni su Facebook o Yahoo.

 

Sarà data notizia del sito, del nome del gruppo e delle modalità di iscrizione. In alternativa potete scrivermi per informazioni sull'iscrizione a reikimilano@alice.it

Divina Presenza, Coscienza cristica e Personalità

Seguendo questa illustrazione da altri predisposta, la figura luminosa superiore (appare qui a fianco) rappresenta la Divina Presenza di Dio nella persona, chiamata anche "Io Sono Presenza" o "Magna Presenza". In questa parte è raccolta, tra l'altro, tutta l'energia accumulata con la preghiera, le buone azioni ed i buoni pensieri.

 

La figura intermedia (una persona vestita in bianco, qui a sinistra) rappresenta il "Cristo interiore", la parte da cui arrivano i suggerimenti per fare le cose più sante e più belle; viene anche chiamata "Coscienza Cristica".

La figura in basso rappresenta la Personalità, ovvero l'insieme di corpo, mente ed emozioni relative a questa vita. Come si può notare, il cuore della Personalità è collegato a quello del tuo Cristo Interiore che, a sua volta è collegato con quello della Divina Presenza in te. Pertanto il cuore risulta collegato con un canale di luce ed energia al Cuore di Dio.

 

 

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