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FAQ (Frequently Asked Questions)
1. Il Reiki è alla portata di tutti o possono accedervi soltanto persone particolarmente predisposte? 2. L'iniziazione è indispensabile per tutti oppure è possibile che alcune persone possano dare il Reiki senza averla ricevuta? Rispondendo ad entrambe le domande (che sono collegate) possiamo affermare - pur con le dovute riserve - che il Reiki è alla portata di tutti e che non occorrono particolari capacità o predisposizioni per accedervi. Infatti, in quanto esseri umani, così come abbiamo tutti uno stesso organismo (salvo eccezioni spesso patologiche), abbiamo tutti anche un identico sistema energetico. Le iniziazioni (o "attivazioni") che vengono effettuate durante i corsi hanno lo scopo di collegare il sistema energetico di ognuno con l'esterno, consentendogli di canalizzare energia e di trasmetterla. E' pur vero che si possono trovare persone con particolari predisposizioni, già parzialmente o totalmente aperte all'Energia. Ciò comporta, come conseguenza, la capacità di trasmetterla (in misura variabile) pur senza aver ricevuto l'attivazione. E' ancora da dire, peraltro, che le attivazioni si svolgono secondo determinate modalità, utilizzando e "chiamando" una particolare energia, rappresentata e richiamata da particolari figure simboliche, alle quali l'allievo viene armonizzato. Ciò - per quanto lo stato delle nostre conoscenze sia ancora molto limitato al riguardo - significa che in un'iniziazione, oltre al collegamento dell'impianto energetico con l'esterno, avviene anche una sorta di "taratura" della lunghezza d'onda dell'energia che sarà canalizzata. E' chiaro, infatti, che il Reiki è trasmissione di energia positiva, pulita, sottile, che - a partire dal secondo livello - deve essere in grado di agire ed insinuarsi anche nel piano mentale. E' quindi sempre conveniente ricevere le attivazioni, sia da parte di soggetti già in grado di trasmettere energia propria, sia da parte di persone con i chakra ed il sistema energetico già "aperti" all'esterno, al fine di assicurarsi che tutte le aperture siano "regolari" e che l'energia richiamata e canalizzata si armonizzi a lunghezze d'onda positive ed utili alla guarigione, piuttosto che negative e nocive. Quanto alla seconda domanda, è anche da dirsi che lo stesso fondatore del Reiki (Mikao Usui), dopo 21 giorni di meditazione, avrebbe ricevuto l'iniziazione / attivazione direttamente dal Cosmo, attraverso un intervento soprannaturale (come tanti altri interventi che spesso avvengono nel mondo e che i parapsicologi conoscono e studiano). L'accadimento di quel fatto non esclude (ma anzi aumenta la probabilità) che ciò possa ripetersi nei confronti di altri soggetti, desiderosi di aprirsi all'energia e di operare per il bene (probabilmente la stessa cosa è accaduta anche a me in 2 esperienze, la prima delle quali è narrata sul sito www.angeliemaestri.altervista.org). Tuttavia, dal momento che lo stesso Mikao Usui ha perfezionato tecniche di attivazione che consentono di evitare le lungaggini da lui attraversate, risulta conveniente per chiunque intenda operare con il Reiki, frequentare un regolare corso di Reiki e sottoporsi alle rituali e tradizionali attivazioni. Ogni supplemento di meditazione che l'allievo vorrà intraprendere per aumentare e rafforzare il proprio personale legame con la fonte dell'energia, non potrà essere che di aiuto.
3. Esiste un albo di operatori riconosciuti? Viene rilasciato un diploma? Un albo ufficiale ed aperto a tutti, quanto meno in Italia, non esiste. Il Reiki viene insegnato da scuole, talvolta organizzate in associazioni, e da singoli insegnanti indipendenti. Le associazioni (che per la loro struttura talvolta riescono a coinvolgere un numero maggiore di persone) consentono agli allievi o ai maestri formatisi sotto le loro scuole di iscriversi ad elenchi tenuti dalle stesse; elenchi che tuttavia non hanno ricevuto, ad oggi, alcun riconoscimento legislativo. Ogni associazione / scuola / insegnante, tuttavia, rilascia un diploma sottoscritto dal Master formatore, attestante il livello conseguito. La denominazione "Reiki Usui" è riconosciuta in tutto il mondo. Alcuni insegnanti (compreso il sottoscritto) consegnano altresì all'allievo lo schema del loro "lignaggio energetico", ovvero della linea di maestri che da Mikao Usui si sono trasmessi le attivazioni fino a lui.
4. Quanto costano i corsi e i trattamenti?
E' da dire che molte persone fanno della
pratica del Reiki il proprio lavoro. Il discorso è complesso e non può non
ricollegarsi a quello dell'evoluzione spirituale, che non può affrontarsi
compiutamente qui. Quanto ai corsi, i prezzi usualmente variano: per un 1° livello, da 150 a 250 euro; per un 2° livello da 150 a 500 euro; per un 3° si parte da 500 euro e si può arrivare a 10.000. I prezzi da noi praticati sono quelli indicati sotto e in home page, e sarà agevole verificare (anche tramite la visita di altri siti web) che sono tra i più contenuti tra quelli praticati in tutta Italia.
5. Ci sono controindicazioni nel ricevere l'iniziazione? Posso tornare al lavoro il giorno dopo? Le iniziazioni possono arrecare qualche mutamento energetico, eventualmente avvertibile per i primi 2-3 giorni al massimo, e consistente soprattutto in un maggiore bisogno di urinare, senso di formicolio, euforia (o, al contrario, sonno). I cambiamenti non sono mai così forti da ostacolare - anche il giorno successivo al corso - una normale attività lavorativa.
6. Imparare il Reiki comporta / presuppone delle scelte in tema di fede e religione? La risposta più ragionevole è NO. Il Reiki inteso in senso tecnico è soltanto una disciplina volta a canalizzare energia, che comporta l'apprendimento di alcune semplici procedure e che - una volta conferite le attivazioni (o iniziazioni) - porta a determinati effetti e risultati, a prescindere dalla fede religiosa dell'operatore. Chiunque si senta propenso a diventare un canale di energia per aiutare il prossimo, pertanto, può avvicinarsi al Reiki e ricevere l'iniziazione senza alcun problema di fede o di coscienza.
Andando più a fondo, però, è chiaro che l'aspetto religioso visto in senso lato va a coinvolgere e a ricomprendere tutta la vita di una persona ed il suo modo di interpretarla. Questo aspetto può creare problemi nel momento in cui sia la confessione religiosa di appartenenza a formulare riserve sull'apprendimento del Reiki (si vedano ad esempio le dichiarazioni, più o meno informali, della Chiesa Cattolica in merito*). In tal caso sarà il singolo soggetto a dover decidere se rispettare le regole della propria fede, se abbandonarla per il Reiki, oppure se continuare a seguirla ma reinterpretandola, senza privarsi quindi dell'esperienza del Reiki. Ogni coscienza, dotata del libero arbitrio, dovrà decidere per sé.
Sempre per rispondere a questa domanda (chi scrive è un ricercatore spirituale), sarà corretto accennare al fatto che, a partire dal secondo livello, ogni tentativo di inquadramento del Reiki in chiave meramente "laica" non fornisce spiegazioni appaganti. Le uniche chiavi di lettura che risultano soddisfacenti e che "reggono" anche di fronte ad esperimenti, esperienze e casi particolari, sono quelle che intravedono e riconoscono, dietro il funzionamento del sistema "Reiki", l'intervento e la collaborazione di una diversa realtà, che potremmo definire invisibile e che io chiamo il mondo spirituale; realtà costituita da altri soggetti pensanti, spesso molto più evoluti dell'essere umano, in collegamento gli uni con gli altri fino ad arrivare all'origine della Luce, dell'Energia, della creazione. E' comunque possibile insegnare ed apprendere tutti i livelli Reiki senza bisogno di addentrarsi in nozioni di questo genere e mantenendo, quando al discorso religioso, le proprie idee e le proprie credenze. Sarà il Reiki stesso, nel corso della vita, semmai, a mutarle per quanto potrà essere necessario.
*
“Preso atto di una certa
diffusione, anche nelle nostre Diocesi, dei cosiddetti "nuovi movimenti
religiosi", di "pratiche magiche" e di tecniche che si presentano di
"guarigione" o di "benessere" noi Vescovi della Metropolia sentiamo il
dovere di richiamare l'attenzione dei Sacerdoti e dei Diaconi, dei Religiosi
e delle Religiose, di tutti i fedeli, sulla serietà del fenomeno e delle
conseguenze nocive che può produrre nelle coscienze.
7. Il Reiki può guarire tutto e tutti? NO. AIUTA tutto e tutti ma un risultato miracoloso non è garantito e non rientra nemmeno negli esiti prevedibili dal suo funzionamento. Ogni persona ne riceve benefici in modalità diverse e secondo tempi diversi, dipendenti anche dall'approccio psicologico che l'apprendimento della disciplina o la fruizione di trattamenti comportano. Solitamente, la maggior parte dei disturbi fisici risulta alleviata a seguito di un minimo di 4 trattamenti effettuati in giorni consecutivi. In alcuni casi occorre continuare con decine di trattamenti. E' pur vero che, sporadicamente, durante un trattamento a contatto o a distanza può avvenire una guarigione completa, di carattere "miracoloso": proprio per la sua eccezionalità, quest'esperienza non può essere considerata un risultato dovuto per l'allievo che si accosti a questa disciplina. Sia al'interno che all'esterno della pratica Reiki, il miracolo, quando avviene, persegue sempre uno scopo; e nella maggior parte dei casi, quello scopo è stimolare la fede.
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