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Corsi Reiki a Milano - FAQ

          Corsi Reiki a Milano e a Piacenza          

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FAQ - Domande
L'insegnante

 

FAQ (Frequently Asked Questions)

 

1. Il Reiki è alla portata di tutti o possono accedervi soltanto persone particolarmente predisposte?

2. L'iniziazione è indispensabile per tutti oppure è possibile che alcune persone possano dare il Reiki senza averla ricevuta?

Rispondendo ad entrambe le domande (che sono collegate) possiamo affermare  - pur con le dovute riserve - che il Reiki è alla portata di tutti e che non occorrono particolari capacità o predisposizioni per accedervi. Infatti, in quanto esseri umani, così come abbiamo tutti uno stesso organismo (salvo eccezioni spesso patologiche), abbiamo tutti anche un identico sistema energetico.

Le iniziazioni (o "attivazioni") che vengono effettuate durante i corsi hanno lo scopo di collegare il sistema energetico di ognuno con l'esterno, consentendogli di canalizzare energia e di trasmetterla.

E' pur vero che si possono trovare persone con particolari predisposizioni, già parzialmente o totalmente aperte all'Energia. Ciò comporta, come conseguenza, la capacità di trasmetterla (in misura variabile) pur senza aver ricevuto l'attivazione.

E' ancora da dire, peraltro, che le attivazioni si svolgono secondo determinate modalità, utilizzando e "chiamando" una particolare energia, rappresentata e richiamata da particolari figure simboliche, alle quali l'allievo viene armonizzato. Ciò - per quanto lo stato delle nostre conoscenze sia ancora molto limitato al riguardo - significa che in un'iniziazione, oltre al collegamento dell'impianto energetico con l'esterno, avviene anche una sorta di "taratura" della lunghezza d'onda dell'energia che sarà canalizzata. E' chiaro, infatti, che il Reiki è trasmissione di energia positiva, pulita, sottile, che - a partire dal secondo livello - deve essere in grado di agire ed insinuarsi anche nel piano mentale.

E' quindi sempre conveniente ricevere le attivazioni, sia da parte di soggetti già in grado di trasmettere energia propria, sia da parte di persone con i chakra ed il sistema energetico già "aperti" all'esterno, al fine di assicurarsi che tutte le aperture siano "regolari" e che l'energia richiamata e canalizzata si armonizzi a lunghezze d'onda positive ed utili alla guarigione, piuttosto che negative e nocive.

Quanto alla seconda domanda, è anche da dirsi che lo stesso fondatore del Reiki (Mikao Usui), dopo 21 giorni di meditazione, avrebbe ricevuto l'iniziazione / attivazione direttamente dal Cosmo, attraverso un intervento soprannaturale (come tanti altri interventi che spesso avvengono nel mondo e che i parapsicologi conoscono e studiano). L'accadimento di quel fatto non esclude (ma anzi aumenta la probabilità) che ciò possa ripetersi nei confronti di altri soggetti, desiderosi di aprirsi all'energia e di operare per il bene (probabilmente la stessa cosa è accaduta anche a me in 2 esperienze, la prima delle quali è narrata sul sito www.angeliemaestri.altervista.org).

Tuttavia, dal momento che lo stesso Mikao Usui ha perfezionato tecniche di attivazione che consentono di evitare le lungaggini da lui attraversate, risulta conveniente per chiunque intenda operare con il Reiki, frequentare un regolare corso di Reiki e sottoporsi alle rituali e tradizionali attivazioni. Ogni supplemento di meditazione che l'allievo vorrà intraprendere per aumentare e rafforzare il proprio personale legame con la fonte dell'energia, non potrà essere che di aiuto.

 

3. Esiste un albo di operatori riconosciuti? Viene rilasciato un diploma?

Un albo ufficiale ed aperto a tutti, quanto meno in Italia, non esiste. Il Reiki viene insegnato da scuole, talvolta organizzate in associazioni, e da singoli insegnanti indipendenti.

Le associazioni (che per la loro struttura talvolta riescono a coinvolgere un numero maggiore di persone) consentono agli allievi o ai maestri formatisi sotto le loro scuole di iscriversi ad elenchi tenuti dalle stesse; elenchi che tuttavia non hanno ricevuto, ad oggi, alcun riconoscimento legislativo.

Ogni associazione / scuola / insegnante, tuttavia, rilascia un diploma sottoscritto dal Master formatore, attestante il livello conseguito. La denominazione "Reiki Usui" è riconosciuta in tutto il mondo.

Alcuni insegnanti (compreso il sottoscritto) consegnano altresì all'allievo lo schema del loro "lignaggio energetico", ovvero della linea di maestri che da Mikao Usui si sono trasmessi le attivazioni fino a lui.

 

4. Quanto costano i corsi e i trattamenti?

E' da dire che molte persone fanno della pratica del Reiki il proprio lavoro. Il discorso è complesso e non può non ricollegarsi a quello dell'evoluzione spirituale, che non può affrontarsi compiutamente qui.
Può dirsi, in ogni caso, che la richiesta di un corrispettivo economico, purché non eccessiva, appare ragionevole se soltanto si considera che l'operatore, che è pur sempre soltanto un canale attraverso cui scorre l'energia (e come tale un essere umano ancora in evoluzione, raramente un Illuminato), è costretto pur sempre ad usare il suo tempo libero per portare aiuto alle persone che lo cercano.
Per i trattamenti che eseguo io, non c'è un parametro fisso. Ritengo che debba essere un aspetto da concordare in relazione alla complessiva situazione della persona, alla quantità di trattamenti occorrente, ai risultati che via via si conseguono. In ogni caso non deve essere l'aspetto economico ad allontanare da questa forma di "cura".

Quanto ai corsi, nelle scuole i prezzi usualmente variano: per un 1° livello, da 150 a 250 euro; per un 2° livello da 150 a 500 euro; per un 3° si parte da 500 euro e si può arrivare a 10.000.

I prezzi da noi praticati sono quelli indicati alle pagine relative ai corsi, a seconda della tipologia di Reiki richiesta. In particolare, per il metodo Usui, sarà agevole verificare (anche tramite la visita di altri siti web) che si tratta dei prezzi forse più contenuti tra quelli praticati in tutta Italia.

Si veda anche la pagina Reiki e denaro.

 

5. Ci sono controindicazioni nel ricevere l'iniziazione? Posso tornare al lavoro il giorno dopo?

Le iniziazioni possono arrecare qualche mutamento energetico, eventualmente avvertibile per i primi 2-3 giorni al massimo, e consistente soprattutto in un maggiore bisogno di urinare, senso di formicolio, euforia (o, al contrario, sonno). I cambiamenti non sono mai così forti da ostacolare - anche il giorno successivo al corso - una normale attività lavorativa.

 

6. Imparare il Reiki comporta / presuppone delle scelte in tema di fede e religione?

La risposta più ragionevole è NO. Il Reiki inteso in senso tecnico è soltanto una disciplina volta a canalizzare energia, che comporta l'apprendimento di alcune semplici procedure e che - una volta conferite le attivazioni (o iniziazioni) - porta a determinati effetti e risultati, a prescindere dalla fede religiosa dell'operatore.

Chiunque si senta propenso a diventare un canale di energia per aiutare il prossimo, pertanto, può avvicinarsi al Reiki e ricevere l'iniziazione senza alcun problema di fede o di coscienza.

 

Andando più a fondo, però, è chiaro che l'aspetto religioso visto in senso lato va a coinvolgere e a ricomprendere tutta la vita di una persona ed il suo modo di interpretarla.

Questo aspetto può creare problemi nel momento in cui sia la confessione religiosa di appartenenza a formulare riserve sull'apprendimento del Reiki (si vedano ad esempio le dichiarazioni, più o meno informali, della Chiesa Cattolica in merito*). In tal caso sarà il singolo soggetto a dover decidere se rispettare le regole della propria fede, se abbandonarla per il Reiki, oppure se continuare a seguirla ma reinterpretandola, senza privarsi quindi dell'esperienza del Reiki. Ogni coscienza, dotata del libero arbitrio, dovrà decidere per sé.

 

Sempre per rispondere a questa domanda (chi scrive è un ricercatore spirituale), sarà corretto accennare al fatto che, a partire dal secondo livello, ogni tentativo di inquadramento del Reiki in chiave meramente "laica" non fornisce spiegazioni appaganti. Le uniche chiavi di lettura che risultano soddisfacenti e che "reggono" anche di fronte ad esperimenti, esperienze e casi particolari, sono quelle che intravedono e riconoscono, dietro il funzionamento del sistema "Reiki", l'intervento e la collaborazione di una diversa realtà, che potremmo definire invisibile e che io chiamo il mondo spirituale; realtà costituita da altri soggetti pensanti, spesso molto più evoluti dell'essere umano, in collegamento gli uni con gli altri fino ad arrivare all'origine della Luce, dell'Energia, della creazione.

E' comunque possibile insegnare ed apprendere tutti i livelli Reiki senza bisogno di addentrarsi in nozioni di questo genere e mantenendo, quando al discorso religioso, le proprie idee e le proprie credenze.

Sarà il Reiki stesso, nel corso della vita, semmai, a mutarle per quanto potrà essere necessario.

 

* “Preso atto di una certa diffusione, anche nelle nostre Diocesi, dei cosiddetti "nuovi movimenti religiosi", di "pratiche magiche" e di tecniche che si presentano di "guarigione" o di "benessere" noi Vescovi della Metropolia sentiamo il dovere di richiamare l'attenzione dei Sacerdoti e dei Diaconi, dei Religiosi e delle Religiose, di tutti i fedeli, sulla serietà del fenomeno e delle conseguenze nocive che può produrre nelle coscienze.
Il marcato soggettivismo culturale, che caratterizza il nostro tempo, favorisce la diffusione di credenze vaghe e sincretiste, per cui ognuno sceglie dai vari ambiti religiosi o filosofici quegli elementi che ritiene a lui congeniali. Nello stesso tempo favorisce la sequela di capi carismatici che promettono sollievo del male fisico, psichico o morale e si presentano come rassicuranti punti di riferimento.
L'esaltazione della dimensione emotiva e un diffuso senso d'angoscia inclinano verso una religiosità fortemente emozionale e magica e spingono alla ricerca dello "straordinario", di esperienze gratificanti e di sensazioni di benessere fisico e psichico. In questo contesto culturale proliferano: le varie esperienze e tecniche psico-fisiche di "meditazione", di "guarigione", che di per sé non presentano verità da credere (es. Reiki), ma che in realtà insinuano una determinata visione dell'uomo e del mondo non conforme alla Rivelazione di Gesù Cristo” (Angelo Bagnasco Arcivescovo di Pesaro , Francesco Marinelli Arcivescovo di Urbino - Urbania - Sant'Angelo in Vado , Vittorio Tomassetti Vescovo di Fano - Fossombrone - Cagli - Pergola ).

 

7. Il Reiki può guarire tutto e tutti?

NO. AIUTA tutto e tutti ma un risultato miracoloso non è garantito e non rientra nemmeno negli esiti prevedibili dal suo funzionamento.

Ogni persona ne riceve benefici in modalità diverse e secondo tempi diversi, dipendenti anche dall'approccio psicologico che l'apprendimento della disciplina o la fruizione di trattamenti comportano.

Solitamente, la maggior parte dei disturbi fisici risulta alleviata a seguito di un minimo di 4 trattamenti effettuati in giorni consecutivi. In alcuni casi occorre continuare con decine di trattamenti.

E' pur vero che, sporadicamente, durante un trattamento a contatto o a distanza può avvenire una guarigione completa, di carattere "miracoloso": proprio per la sua eccezionalità, quest'esperienza non può essere considerata un risultato dovuto per l'allievo che si accosti a questa disciplina. Sia all'interno che all'esterno della pratica Reiki, il miracolo, quando avviene, persegue sempre uno scopo; e nella maggior parte dei casi, quello scopo è stimolare la fede.

 

8. "Ho conseguito un certo livello Reiki con altro insegnante. Posso partecipare al corso come "uditore" e quanto mi costa?

Quella che si dice essere una antica "regola" o convenzione tra insegnanti, prescrive che un maestro di reiki non debba rifiutare ad un allievo di altra scuola la possibilità di seguire nuovamente (e gratuitamente) la lezione relativa ai livelli già conseguiti.

Ai tempi in cui la regola è stata introdotta, la situazione era molto diversa da quella odierna.

Anzitutto le scuole e gli insegnanti erano pochi e spesso reperibili in luoghi molto distanti tra loro.

In secondo luogo, ai tempi (e fino a qualche decennio fa) le nozioni venivano tramandate oralmente e in particolare era proibito conservare raffigurazioni dei simboli.

In terzo luogo, ogni livello era seriamente considerato una tappa nella vita, un punto di arrivo e ripartenza nel cammino spirituale e proprio per questo potevano trascorrere diversi anni tra un livello e l'altro, che veniva impartito a discrezione dell'insegnante, in base alla sua valutazione (spesso rischiosa ed arbitraria) che l'allievo fosse "pronto".

All'interno di un tale quadro, non è difficile condividere la scelta di accogliere in modo gratiuito ad una propria lezione una persona che lo abbia chiesto avendo frequentato diversi anni prima le lezioni di altro insegnante deceduto, trasferitosi o comunque operante in altra città a seguito di un trasferimento dell'allievo. Sta bene.

Questa convenzione è rispettata ancora oggi?

Non da tutti. Anzi, si può dire che la maggior parte delle Scuole, con motivazioni diverse, ha modificato questa regola.

Qualcuno richiede un "contributo spese", sostenendo che dovrebbe apparire equo ad ogni Anima considerare la necessità, per l'allievo, di corrispondere al master che lo ospita come uditore un contributo per utilizzo dei locali, luce elettrica, riscaldamento, uso servizi.

In realtà, nessun principio può fondare una tale regola se si sostiene che la possibilità gratuita di partecipare deriva da una "convenzione". Ben può essere stato deciso di ospitare gratuitamente allievi di altri, e in tal caso, se gratuità deve esservi, ben potrebbe esservi fino in fondo senza pretendere di far dividere a questi ospiti le spese vive, che saranno sopportate dai nuovi iscritti, con le loro quote d'iscrizione.

Attenendomi a questo principio, anche io, per due anni, ho consentito ad allievi di altri insegnanti di partecipare gratuitamente. Scelta cui sono stato costretto a rinunciare per diversi motivi.

Ho ritenuto equo richiedere un modesto contributo che l'ospite corrisponderà.

Il suddetto contributo varia in base al corso seguito, dal momento che nei corsi superiori e avanzati è maggiore la possibilità che l'ospite fruisca di spiegazioni ed assimili nozioni che non conosce.

- 1° livello: contributo di € 10,00.

- 2° livello: contributo di € 20,00

- 3° livello (A o B): per le peculiarità del programma, non è consentita la partecipazione agli ex allievi di altre scuole.

Qualora interessi il materiale (dispense), il costo di ognuna è pari ad € 5,00.

Qualora sia richiesta e concordata una nuova attivazione a quel livello, l'allievo sarà considerato un nuovo partecipante a tutti gli effetti e sarà tenuto al pagamento dell'intero importo previsto per il corso.

Come sempre, resta nella responsabilità dell'insegnante decidere come destinare quanto ricevuto, eventualmente devolvendolo in beneficenza.

In ogni caso, è necessario avvertire preventivamente e concordare la data in cui presenziare e portare originale o copia dell'attestato relativo al corso che si vuole seguire.

 

9. Vorrei iscrivermi ad un corso collettivo di ..... , però non potrei presenziare a tutti i momenti. Posso iscrivermi ugualmente, eventualmente concordando un modo per recuperare quanto non ho seguito?

No. Un corso collettivo deve essere seguito interamente.

Precedenti esperienze in cui ho fatto tentativi di questo genere hanno portato problemi inimmaginabili sia in termini di interruzioni della lezione (per entrata e/o uscita di allievi ritardatari o con impegni) sia in termini di tempo (necessità di recuperare le ore non seguite con lezioni individuali) sia di ordine etico (qualche allievo ha ritenuto che, pur avendo dovuto recuperare le ore perse con lezioni individuali, l'importo versato per l'iscrizione al corso collettivo dovesse restare pressoché invariato; ciò ha comportato un mio dispendio di ore aggiuntivo e non remunerato nonché, sempre da parte mia, l'effettuazione di preferenze ingiustificate a danno degli allievi che avevano presenziato puntualmente ed integralmente alle lezioni).

L'unica strada percorribile per chi non possa presenziare ad ogni momento del corso collettivo è frequentare un corso individuale, concordando i momenti di incontro.

 

CORSI DI REIKI (1° / 2° LIVELLO)

AUTUNNO
2011

in MILANO

Durata: 2 giorni (sabato/domenica) -  CLICCA PER  INFO

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