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| Reiki e denaro.L'Energia non è nostra. Ci è stato insegnato che è emanazione dell'amore compassionevole e quindi della Luce divina (per quanto alcune canalizzazioni ci rivelino che si tratta di un'energia "derivata", filtrata nell'intensità e nell'efficacia al fine di non turbare l'essere umano ancora impreparato a ricevere la vera Energia Universale). Per questo, seguendo una linea di ragionamento, non appare giusto pretendere un compenso per trasmetterla ad altri. Tuttavia, risulta altrettanto evidente che nulla sulla terra è nostro, a partire dalle cose di cui ci cibiamo e che vengono dalla terra, ma che compriamo e paghiamo. L'energia (o ki) è allo stesso modo intorno a noi come come l'aria, gli animali, i vegetali e tutto ciò che vediamo (e, se del caso, utilizziamo, trasformiamo, vendiamo, compriamo). Anche l'aria è stata messa in vendita, sulla terra: l'aria spray per pulire i computers viene venduta. Ma non ce ne meravigliamo poiché ci rendiamo conto che per metterla nella bomboletta è necessario il lavoro di persone che impiegano tempo e fatica per incapsularla. Allo stesso modo il maestro Reiki impiega il proprio tempo (sottraendolo ad altre destinazioni che potrebbe decidere) per richiamare e trasmettere l'energia agli allievi. Senza trascurare il tempo che spende nel seguirli facendo loro lezione o (nel caso di corsi a distanza) conversando al telefono o rispondendo alle loro e-mail per risolvere i loro dubbi e dare consigli, spesso anche per settimane dopo il termine del corso. Segno di evoluzione spirituale dell'operatore / insegnante (ma solo segno, in quanto potrebbe trattarsi di pura ostentazione e falsa umiltà, celante il bisogno di stima, ammirazione, gratificazione....) può essere la disponibilità ad offrire gratuitamente il proprio aiuto a coloro i quali lo desiderino pur trovandosi in condizioni tali da non poter offrire alcun corrispettivo. Ma questa soluzione non va esente dal rischio di imbrogli nel caso in cui al maestro (che non abbia particolari doni che gli permettano di leggere nell'anima delle persone) si presenti un allievo che accampi problemi economici in realtà inesistenti; nel caso ciò accada, si realizza una preferenza ingiustificata nei confronti degli altri allievi (o "pazienti", nel caso di trattamenti) che abbiano corrisposto l'importo maggiore richiesto; preferenza di cui è stato artefice l'insegnante. Altra soluzione può essere la richiesta di un'offerta libera, tale da responsabilizzare la coscienza di colui che riceve. Ma, anche qui, diverse volte si viene poi a scoprire che il libero arbitrio dell'allievo si è orientato in una certa direzione non sotto il peso di debiti o difficoltà economiche realmente esistenti, ma semplicemente per conservare determinate somme di denaro da spendere in altre modalità più divertenti (vacanze, acquisto di beni di lusso, ecc.). In questo caso, il debito karmico si crea soltanto ed esclusivamente a carico dell'allievo, ma ciò non toglie che si realizza una ingiustificata disparità di trattamento rispetto agli altri allievi. Personalmente, in passato sono sempre stato disposto a venire incontro alle esigenze di coloro i quali - seriamente motivati, spesso dal desiderio di volere alleviare gravi sofferenze personali o altrui - hanno voluto apprendere il Reiki pur trovandosi in condizioni di serie difficoltà economiche tali da impedire loro di corrispondermi i compensi. Ciò ho fatto soprattutto affidandomi alla serietà ed alla responsabilità dell'allievo e a quanto le mie intuizioni mi hanno suggerito, muovendomi peraltro sempre con prudenza e concedendo sconti e dilazioni soltanto ove fosse evidente una reale situazione di difficoltà economica. Oggi, a seguito di diversi errori e fraintendimenti, sono giunto ad applicare questa regola: su richiesta seriamente motivata dell'allievo, posso concedere sull'importo dovuto una DILAZIONE: l'allievo durante il corso mi darà quanto può, provvedendo poi a ripassare o a trasmettermi le restanti somme quando ne verrà in possesso. In questo modo, una persona destinata alla povertà per tutta la vita, non sarà mai tenuta a versarmi l'importo intero; diversamente, chi (a torto o ragione) ha accampato momentanei problemi economici che successivamente si siano risolti, nel momento in cui sarà tornato nella disponibilità delle somme che avrebbe dovuto corrispondermi, sarà tenuto a pagare il dovuto. L'allievo non deve preoccuparsi della destinazione del denaro ricevuto dal master né fare confronti con altri insegnanti e/o scuole e /o associazioni. E' un aspetto che non gli compete. Starà all'insegnante decidere come impiegare il denaro, che potrebbe anche essere parzialmente o totalmente utilizzato in beneficienza. L'operatore e l'insegnante Reiki non sono necessariamente esseri dotati della piena illuminazione. Se così fosse, probabilmente non sarebbero più qui. Si tratta di persone comuni, più o meno avanti nel proprio percorso di crescita spirituale e di riscoperta della propria natura divina. Proprio perchè il Reiki è un dono fatto all'umanità ed è aperto a tutti, queste persone si sono offerte di diffonderlo e di insegnarlo. Non bisogna, pertanto, accostarsi ad un insegnante pretendendo di trovare un Maestro di Luce; ogniqualvolta contatteremo in insegnante di Reiki, ci imbatteremo semplicemente in una persona vivente in questo mondo, in cui - purtroppo - per vivere occorre interagire con gli altri esseri umani, lavorare e guadagnarsi il pane. Questo si può fare in modi diversi, secondo la libertà di ogni anima, che potrà decidere di svolgere lavori più o meno faticosi, così come più o meno eticamente accettabili. Per quanto non sia il mio caso, insegnare il Reiki a tempo pieno non mi sembra sicuramente attività più ignobile di altre in cui è possibile veramente arricchirsi spesso attraverso imbrogli e attività scorrette. In questo cammino, da secoli si è compreso che ogni anima guarda alla realtà da un proprio punto di vista. Unico e non replicabile. Segno della signoria e della divinità della scintilla divina insita in ogni anima. Nei primi tempi di insegnamento del Reiki, ogni livello era considerato un traguardo importante. Ciò comportava una maggiore serietà, responsabilizzazione e consapevolezza del futuro insegnante. I livelli venivano impartiti a grandi distanze temporali gli uni dagli altri, secondo ciò che il maestro riteneva fosse giusto (per quanto fossero periodicamente impartite agli allievi determinate attivazioni atte a tenere aperti i canali energetici). Come in ogni pratica spirituale, anche l'aspetto del sacrificio era integrato in questo percorso. Per un primo livello era richiesto all'allievo di contribuire con l'equivalente di una settimana di stipendio; per un secondo si chiedeva all'incirca lo stipendio di un mese di lavoro; per un terzo la richiesta era ancora maggiore, talvolta uguale alla paga ricevuta in un anno (prassi confermata ancora recentemente in diverse scuole, in cui un Master costa 10.000,00 dollari). A prescindere dalla correttezza sul piano etico di questo modo di procedere (che se rende possibile la frequentazione dei corsi a persone benestanti, può creare problemi per quelle meno abbienti), questo modo di interpretare l'apprendimento del Reiki manteneva la convinzione che il Reiki fosse una cosa seria! Ora siamo agli antipodi: si trovano decine di siti internet, si cerca in base al prezzo quello che possa costare meno (su questo sito è finito un visitatore entrato da google che ha digitato "kundalini reiki euro"), si sceglie tipo e livello e si attende il momento di sdraiarsi per ricevere "poteri" e titolo. Ciò che un secolo fa era il progetto di una vita, che veniva perseguito come una meta attraverso la via della pazienza, segnata nelle sue tappe da iniziazioni conferite a distanza di anni l'una dall'altra, tra le quali si svolgeva un autentico cammino di crescita e purificazione spirituale con implicazioni religiose; ciò che culminava con il livello dell'Insegnante, conferito con un'attivazione che simboleggiava il raggiungimento di una tappa importante nella propria vita, con alle spalle anni di cammino e di esperienze; tutto questo può realmente essere ridotto ad un mero acquisto on-line eseguibile con pochi "click" ed alla ricezione di tre o quattro attivazioni a distanza nel giro di pochi giorni? Ma - in ogni caso - tutto questo può essere sminuito a qualcosa che si prende come e quando si vuole, pagando la cifra (spesso irrisoria) che si ritiene giusta in base alla personale opinione che si ha dell'importanza del Reiki? Come potranno, il mondo spirituale e le entità preposte all'energia, interpretare questo mutamento? Riterranno comunque opportuno fornire il loro aiuto all'operatore o all'insegnante attivato in tal modo e probabilmente privo di quelle esperienze che un tempo erano la norma in queste discipline? Non voglio essere io a rispondere, avendo io stesso deciso di ricevere attivazioni a distanza successivamente al conseguimento del Master in Reiki Usui. Quel Master in Usui, però, non l'ho preso online, bensì l'ho raggiunto dopo oltre un anno di corsi collettivi e individuali con diversi insegnanti e di scambi con i loro allievi. Per questo - spero valga per me questa considerazione - un insegnante formato alla maniera tradizionale dovrebbe avere la capacità di comprendere il senso profondo della nuova iniziazione che andrà a ricevere a distanza, così come dovrebbe essere in grado di integrare la nuova esperienza in ciò che già pratica. Il problema che mi pongo è più generale, per le persone che non hanno mai conosciuto personalmente un insegnante, non hanno mai frequentato un centro olistico o una palestra, non sanno cos'è uno scambio, e di punto in bianco ricevono il titolo di "Master". Per questo - ribadisco - lascio quale ipotesi residuale le attivazioni a distanza, e nel caso debba inviarle, sento in me la necessità di seguire (anche dopo il corso) personalmente l'allievo, anche in modo forse eccessivo e petulante, per rassicurarmi sul fatto che tutto sia andato per il verso giusto e che stia maturando la giusta concezione del Reiki.
In un corso dal vivo si impiegano mediamente dalle 8 alle 10 ore. Le cifre che ho richiesto appaiono più che eque alla mia coscienza, così come sono sempre apparse eque ai miei allievi, prima e dopo i corsi. Il criterio per quantificare il costo dei miei corsi è impostato sulle ore necessarie per esporre gli argomenti. Non sulla maggiore o minore "fama" o - ancor peggio - della "moda" del momento di un tipo di Reiki (criterio che ha ridotto il Reiki Usui ad essere venduto per pochi euro, a prezzo molto più basso di altre tipologie ancora da esplorare e senza una tradizione storica quali il Kundalini e il Violet Flame che tuttavia attirano gli inesperti). Il fatto di aver uguagliato i costi del corso individuale e collettivo è dovuto al fatto che in un corso individuale, se l'allievo ha la possibilità di avere l'attenzione del maestro tutta per sé (circostanza che apporta sicuramente un valore aggiunto), è anche vero che sono minori le attese dovute all'attivazione di un gruppo di partecipanti, e quindi è possibile risparmiare qualche ora e mantenere invariato il costo. Non è quindi scorretto richiedere dalle 150 alle 200 euro per un corso individuale o collettivo di primo o secondo livello. Alcune scuole, tuttavia, arrivano a chiedere 500 euro per un corso di secondo livello collettivo e 1000 euro se il corso è individuale. Questa, probabilmente, è esagerazione. Veniamo ai livelli a distanza. Per operare seriamente, ritengo giusto dedicare attenzione all'allievo già dal momento in cui mi scrive. Impartire l'attivazione (nelle modalità che utilizzo) mi richiede 30 minuti, ai quali se ne possono aggiungere altrettanti per preparare l'ambiente adatto, entrare in uno stato meditativo, concludere il rituale. Un primo livello Usui (per il quale chiedo 90 euro) mi richiede ben quattro rituali di questo tipo da suddividere in quattro diversi giorni (a differenza di molti insegnanti che utilizzano una sola attivazione in 20 minuti). Impartita l'attivazione provvedo ad inviare il mio manuale, talvolta via pdf, talvolta via posta, assieme al certificato. Ma ogni persona ragionevole sa che un corso serio non finisce certo così: ogni allievo interessato e volenteroso, infatti, inizia a scrivermi per raccontarmi le esperienze provate nelle attivazioni, negli autotrattamenti e nei trattamenti agli altri. Dopo ogni attivazione a distanza, vengo bombardato di domande, dubbi, questioni, di cui sono comunque contento e a cui cerco sempre di rispondere. Non mento se dico che tutto questo supporto continua per almeno un mese richiedendo talvolta altre 20 ore ore del mio tempo. E io sono troppo buono, è il mio carattere, non so dire di no o tagliare corto... e così accade che passo le mie sere tutte al telefono o a scrivere. Forse faccio qualcosa di male se - consapevole delle implicazioni di questo particolare modo di lavorare, che comunque trovo molto efficace - chiedo qualcosa in più di altri insegnanti che operano a distanza? E' giusto remunerare in modo equo il lavoro di ciascuno, svolto correttamente ed onestamente. Ognuno è il risultato del suo percorso e delle proprie esperienze, e in quanto tale offre e trasmette qualcosa ad altre persone in modo assolutamente unico e personalizzato. Quanto si farebbe pagare un normale studente universitario per avere impartito anche soltanto dodici ore di lezioni di ripetizione? Se ben vedete, è il mio particolare modo di lavorare (al quale in coscienza non mi sento di rinunciare), ad imporre questi prezzi; prezzi che, onestamente, non mi sembra facciano arricchire me come non mi sembra siano assolutamente fuori dalla ragionevolezza. In casi particolari, ho rinunciato a richiedere i prezzi stabiliti, ho permesso alle persone di dilazionare il pagamento ed ho anche impartito attivazioni gratuitamente.
Dal momento che, nel terzo millennio, ogni persona ha ampie possibilità di documentarsi, informarsi e scegliere le soluzioni che preferisce, è assolutamente inutile ed improduttivo di benefici giudicare l'operato di un maestro di Reiki. Nel caso non si condivida la sua linea, ci si potrà rivolgere ad altre persone. I Maestri ed i saggi del passato (vedi anche Gesù nei Vangeli) ci insegnano che la perfezione sta nel silenzio: silenzio di accettazione, di comprensione, di compassione. Il silenzio del Padre, che fa piovere l'acqua sopra tutti (giusti e non giusti, buoni e malvagi); il silenzio di chi non fa notare al fratello la pagliuzza che crede di vedere nel suo occhio, perchè sa che potrebbe avere una trave nel proprio. Il silenzio della contemplazione e dell'abbandono all'Assoluto, nel quale tutto si fonde ed ogni presa di posizione e contrapposizione perdono senso. Ecco un altro lato della compassione dell'amore compassionevole. Non c'è una scelta giusta o sbagliata: ogni persona è un'anima in cammino di evoluzione. In questo cammino, in cui ogni anima guarda al mondo da un proprio punto di vista, è molto importante che ad ognuno sia garantita la libertà di scegliere la guida che sente più vicina al suo modo di "camminare"; la guida che "avverte" come più "adatta" a sé.
Spero che - per qualcuno - questa guida possa essere io.
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