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Reiki e denaro.L'Energia non è nostra. Ci è stato insegnato che è emanazione della Fonte - Sorgente di tutto ciò che è, della Luce divina (volendo essere precisi, alcune canalizzazioni ci rivelano che l'energia usata nel Reiki e nelle altre tecniche ad oggi utilizzate, è comunque un'energia "derivata", filtrata nell'intensità e nell'efficacia al fine di non turbare l'essere umano ancora impreparato a ricevere energie più forti). Per questo, seguendo una linea di ragionamento, non appare giusto pretendere un compenso per trasmetterla ad altri. Tutto è Uno, dall'Uno irradia l'Amore (se ne accorge chi è in grado di percepirlo e nella misura in cui questa capacità si sviluppa) e ben poco senso avrebbe pensare di istituire un prezzo o una tassa sull'energia: sarebbe come mettere una tassa sull'aria che si respira. Tuttavia, risulta altrettanto evidente che nulla sulla terra è nostro, a partire dalle cose di cui ci cibiamo e che vengono dalla terra, ma che - ancora nell'epoca attuale, per come funzionano i rapporti tra esseri umani - compriamo e paghiamo. L'energia (o ki) è allo stesso modo intorno a noi come come l'aria, gli animali, i vegetali e tutto ciò che vediamo (e, se del caso, utilizziamo, trasformiamo, vendiamo, compriamo). Anche l'aria è stata messa in vendita, sulla terra: l'aria spray per pulire i computers viene venduta. Non ce ne meravigliamo poiché ci rendiamo conto che per metterla nella bomboletta è necessario il lavoro di persone che impiegano tempo e fatica per incapsularla, e che queste persone, se non fossero remunerate per ciò che fanno, non potrebbero acquistare (e pagare) il cibo per essi e i loro cari ad altri individui che a loro volta, per fornirglielo, dovranno ricevere quanto è loro necessario, secondo un ciclo che - pur discutibile e forse superabile nel futuro dell'umanità - per il momento non è bypassabile. Allo stesso modo il maestro Reiki, nella sua attività di insegnamento, impiega il proprio tempo (sottraendolo ad altre destinazioni, tra le quali, ad esempio, un lavoro a tempo pieno al posto del part-time che si trova a fare per poter continuare ad insegnare). Il tempo. L'umanità in terza dimensione vive secondo i canoni dello spazio e del tempo, che qualcuno considera illusioni, qualcun altro condizioni mentali, ma che in ogni caso, sulla terra, richiedono di essere osservati. Non sarebbe pensabile fingere che il tempo non esista e pensare di restare qui. Segno di evoluzione spirituale dell'operatore / insegnante (ma solo segno, in quanto potrebbe trattarsi di pura ostentazione e falsa umiltà, celante il bisogno di stima, ammirazione, gratificazione....) può essere la disponibilità ad offrire gratuitamente il proprio aiuto a coloro i quali lo desiderino pur trovandosi in condizioni tali da non poter offrire alcun corrispettivo. Ma questa soluzione non va esente dal rischio di imbrogli nel caso in cui al maestro (che non abbia particolari doni che gli permettano di leggere nell'anima delle persone) si presenti un allievo che accampi problemi economici in realtà inesistenti; nel caso in cui ciò accada, si realizza una preferenza ingiustificata nei confronti degli altri allievi (o "pazienti", nel caso di trattamenti) che abbiano corrisposto l'importo maggiore richiesto; preferenza di cui è stato artefice l'insegnante. Altra soluzione può essere la richiesta di un'offerta libera, tale da responsabilizzare la coscienza di colui che riceve. Ma, anche qui, diverse volte si viene poi a scoprire che il libero arbitrio dell'allievo si è orientato in una certa direzione non sotto il peso di debiti o difficoltà economiche realmente esistenti, ma semplicemente per conservare determinate somme di denaro da spendere in altre modalità più divertenti (vacanze, acquisto di beni di lusso, ecc.). In questo caso, il debito karmico si crea soltanto ed esclusivamente a carico dell'allievo, ma ciò non toglie che si realizza una ingiustificata disparità di trattamento rispetto agli altri allievi. Personalmente, in passato sono sempre stato disposto a venire incontro alle esigenze di coloro i quali - seriamente motivati, spesso dal desiderio di volere alleviare gravi sofferenze personali o altrui - hanno voluto apprendere il Reiki pur trovandosi in condizioni di serie difficoltà economiche tali da impedire loro di corrispondermi i compensi. Ciò ho fatto soprattutto affidandomi alla serietà ed alla responsabilità dell'allievo e a quanto le mie intuizioni mi hanno suggerito, muovendomi peraltro sempre con prudenza e concedendo sconti e dilazioni soltanto ove fosse evidente una reale situazione di difficoltà economica. Oggi, a seguito di diversi errori e fraintendimenti, sono giunto ad applicare questa regola: su richiesta seriamente motivata dell'allievo, posso concedere sull'importo dovuto una DILAZIONE: l'allievo durante il corso mi darà quanto può, provvedendo poi a ripassare o a trasmettermi le restanti somme quando ne verrà in possesso. In questo modo, una persona che (per assurdo) incontrasse povertà per tutta la vita, non sarà mai tenuta a versarmi l'importo intero; diversamente, chi (a torto o ragione) ha accampato momentanei problemi economici che successivamente si siano risolti, nel momento in cui sarà tornato nella disponibilità delle somme che avrebbe dovuto corrispondermi, sarà tenuto a pagare il dovuto. L'allievo non deve preoccuparsi della destinazione del denaro ricevuto dal master né fare confronti con altri insegnanti e/o scuole e /o associazioni. E' un aspetto che non gli compete. Starà all'insegnante decidere come impiegare il denaro, che potrebbe anche essere parzialmente o totalmente utilizzato in beneficienza. L'operatore e l'insegnante Reiki non sono necessariamente esseri dotati della piena illuminazione. Si può trattare di persone comuni, più o meno avanti nel proprio percorso di crescita spirituale e di riscoperta della propria natura divina, che essendosi appassionate all'apprendimento di una tecnica e avendone intuito le potenzialità, si offrono di diffonderla e di insegnarla, chiedendo unicamente il giusto per il tempo che impiegano e che è stato sottratto ad altra attività lavorativa che, in questo mondo, è necessaria ai più per sopravvivere. La scelta di come mantenersi sul pianeta in modo onesto e senza togliere alcunché al nostro prossimo, può essere diversa da persona a persona. Per quanto non sia il mio caso, ritengo che insegnare il Reiki a tempo pieno non sia sicuramente attività più ignobile di altre in cui è possibile veramente arricchirsi spesso attraverso imbrogli e attività scorrette. Consapevole che l'energia, ormai, è a disposizione di tutti e che molte persone sarebbero in grado di utilizzarla anche senza necessità di ricevere l'attivazione, non ritengo corretto fare pagare diverse centinaia di euro un corso di poche ore volto o di un weekend volto a far conoscere alle persone la dimensione dell'energia. Per questo motivo i miei prezzi nei corsi con incontro personale (a gruppi o singoli) sono decisamente accessibili e tengono conto unicamente del tempo che spendo alla stessa maniera di qualunque insegnante privato (ad es. di latino o matematica) che desse ripetizioni. Purtroppo, la necessità di coprire le spese nella società odierna, mi ha imposto, mio malgrado, di mantenere un poco più alta la soglia del costo dei corsi di gruppo, che restano tuttavia nella fascia dei più contenuti. Veniamo ai livelli a distanza. Per operare seriamente, ritengo giusto dedicare attenzione all'allievo già dal momento in cui mi scrive. Impartire l'attivazione (nelle modalità che utilizzo) mi richiede 30 minuti, ai quali se ne possono aggiungere altrettanti per preparare l'ambiente adatto, entrare in uno stato meditativo, concludere il rituale. Un primo livello Usui (per il quale chiedo 90 euro) mi richiede ben quattro rituali di questo tipo da suddividere in quattro diversi giorni (a differenza di molti insegnanti che utilizzano una sola attivazione in 20 minuti). Impartita l'attivazione provvedo ad inviare il mio manuale, talvolta via pdf, talvolta via posta, assieme al certificato. Ma ogni persona ragionevole sa che un corso serio non finisce certo così: ogni allievo interessato e volenteroso, infatti, inizia a scrivermi per raccontarmi le esperienze provate nelle attivazioni, negli autotrattamenti e nei trattamenti agli altri. Dopo ogni attivazione a distanza, vengo bombardato di domande, dubbi, questioni, di cui sono comunque contento e a cui cerco sempre di rispondere. Non mento se dico che tutto questo supporto continua per almeno un mese richiedendo talvolta altre 20 ore ore del mio tempo. E io - sarà il mio carattere, sono fatto così - non riesco a disinteressarmi alle persone e così accade che passo le mie sere tutte al telefono o a scrivere. Forse faccio qualcosa di male se - consapevole delle implicazioni di questo particolare modo di lavorare, che comunque trovo molto efficace - chiedo qualcosa in più di altri insegnanti che operano a distanza? E' giusto remunerare in modo equo il lavoro di ciascuno, svolto correttamente ed onestamente. Ognuno è il risultato del suo percorso e delle proprie esperienze, e in quanto tale offre e trasmette qualcosa ad altre persone in modo assolutamente unico e personalizzato. Quanto si farebbe pagare un normale studente universitario per avere impartito anche soltanto dodici ore di lezioni di ripetizione? Se ben si osserva, è il mio particolare modo di lavorare (al quale in coscienza non mi sento di rinunciare), ad imporre questi prezzi; prezzi che, onestamente, non mi sembra facciano arricchire me come non mi sembra siano assolutamente fuori dalla ragionevolezza. Stesso discorso vale per i corsi a distanza sugli altri metodi (Kundalini, Vajra Tummo, Violet), nei quali, ove possibile, offro i manuali tradotti in lingua italiana, implementati da altre pagine esplicative che rendano finalmente all'allievo un'idea del corso che ha comprato, e in cui, al posto di una chi ball, offro l'attivazione singolarmente (ad ora da concordare), richiedendo che l'altra persona si raccolga in meditazione. In casi particolari, ho rinunciato a richiedere i prezzi stabiliti, ho permesso alle persone di dilazionare il pagamento e in alcuni casi (estremi, particolari ma in ogni casi verificatisi) ho anche impartito attivazioni gratuitamente.
Dal momento che, nel terzo millennio, ogni persona ha ampie possibilità di documentarsi, informarsi e scegliere le soluzioni che preferisce, è assolutamente inutile ed improduttivo di benefici giudicare l'operato di un maestro di Reiki. Nel caso non si condivida la sua linea, ci si potrà rivolgere ad altre persone. I Maestri ed i saggi del passato (vedi anche Gesù nei Vangeli) ci insegnano che la perfezione sta nel silenzio: silenzio di accettazione, di comprensione, di compassione. Il silenzio del Padre, che fa piovere l'acqua sopra tutti (giusti e non giusti, buoni e malvagi); il silenzio di chi non fa notare al fratello la pagliuzza che crede di vedere nel suo occhio, perchè sa che potrebbe avere una trave nel proprio. Il silenzio della contemplazione e dell'abbandono all'Assoluto, nel quale tutto si fonde ed ogni presa di posizione e contrapposizione perdono senso. Ecco un altro lato della compassione dell'amore compassionevole. Non c'è una scelta giusta o sbagliata: ogni persona è un'anima in cammino di evoluzione. In questo cammino, in cui ogni anima guarda al mondo da un proprio punto di vista, è molto importante che ad ognuno sia garantita la libertà di scegliere la guida che sente più vicina al suo modo di "camminare"; la guida che "avverte" come più "adatta" a sé.
Non mi aspetto nulla da nessuno, siano potenziali allievi, altre persone, angeli, deva, Maestri o anche Dio stesso. Ritiro il mio Io al di sopra delle maree dei turbini emozionali e delle trappole mentali. Nulla mi può più afferrare, né la seccatura per chi è riuscito a "fare il furbo", né una critica di qualunque provenienza, né un consiglio non richiesto. Ognuno fluisce come crede per la sua strada, tutto va bene così.
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